Cinema e Filosofia

“AguasAltas.com”: ci basta il web, tutto il resto è confusione

Il neo tribalismo di McLuhan e il pathos partecipativo collettivo

di Riccardo Tavani

Che un film come questo possa essere oggi prodotto, nella sua forma di commedia rivolta a un pubblico vasto, dimostra quanto non sia affatto scomparso ma stia anzi tornando di forte attualità il pensiero di Marshall McLuhan. Pur essendo questo pensiero ancora largamente poco conosciuto, il nome del suo autore sta rifiorendo sulle labbra di molti. Questo film, ad esempio, prende alla lettera uno dei concetti emblema di questo pensatore, quello di “Villaggio Globale”.

Il neorealismo magico e il miracolo di Kaurismäki

Miracolo a Le Havre

di Riccardo Tavani

Lustratevi le scarpe prima di andare a vedere questo film, ovvero prima di entrare in questa favola di lustrascarpe e gente minuta dai grandi sentimenti. A che epoca si rifaceva il C'era una volta delle nostre vecchie favole? A un'epoca indeterminata nel lontano passato. Quella di Kaurismäki, invece, oscilla tra il presente di bruciante attualità dell'immigrazione clandestina e il passato prossimo degli anni '50 – '60 dello scorso secolo, come “sistema d'immagine” dell'intero film.

“Pina”: cos'è la “rimediazione” e come Wenders la usa con il 3 D

Pina

di Riccardo Tavani

Il neologismo “rimediazione” sta a indicare il passaggio, la traslazione di un'immagine, di una rappresentazione da un medium all'altro. In questo film di Wim Wenders sulla coreografa tedesca Pina Baush abbiamo addirittura un intreccio, una tessitura vera e propria di rimediazioni. Il primo medium della rappresentazione è la danza, la quale trasla in quello del teatro, che a sua volta passa a quello del cinema, e a questo viene applicata la “rimediazione” della tecnologia digitale in 3 D.

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