armi non letali

Le nuove armi del dr. Stranamore

Nomi in codice: Medusa, Taser, LRAD

Vi ricordate “Fate l’amore, non la guerra”? Bene, sembra roba da antiquariato della coscienza, come sembra lontano nel tempo il famoso film di Stanley Kubrick “Il dottor Stranamore”. “Fate la guerra, ma con un po’ d’amore”, sembra essere lo slogan dei signori della guerra e della repressione del mondo occidentale nel Terzo Millennio. Non uccidete il nemico, storpiatelo un po’. Non cavategli gli occhi, accecatelo per qualche ora. Non lo bruciate vivo col napalm, provocategli bruciature insopportabili per giorni e giorni. Non mozzategli la testa, toglietegli il fiato, l’udito, la capacità di intendere e volere. Insultatelo, umiliatelo, piegatelo. Si è sperimentata anche una “bomba gay” che farebbe scoppiare relazioni erotiche omosessuali tra i nemici. Perverse fantasie da caserma.

Il sogno della guerra pulita

La nuova frontiera dei militari

I laboratori della “guerra senza morti”, ultima saga della dottrina umanitaria impastata dagli strateghi della difesa americani, si chiamano al principio Lawrence Livermore (in California) e Los Alamos ( nel New Mexico). Entrambi laboratori nucleari, entrambi alla disperata ricerca di un nuovo ruolo dopo la fine della guerra fredda. Qui, dalla collaborazione tra scrittori di fantascienza (Chris e Janet Morris), futurologi (Alvin e Heidi Toffler), un ex direttore della Cia (Ray Cline) e un colonnello (John Alexander), si gettano le basi per realizzare il sogno della guerra del futuro: “umana”, “giusta”, pulita, grazie a una nuova generazione di armi cosiddette “non letali”. Con licenza di paralizzare, immobilizzare, neutralizzare l’avversario e i suoi mezzi, senza però uccidere e portando al minimo, grazie all’avanzamento tecnologico e all’alta precisione, non solo le perdite umane, ma anche i danni ai luoghi e agli ambienti.

Fuoco Amico: Quel soldato è una bomba. Sexy.

Cosa accomuna lo scimpanzé Bonobo all’uomo? Il 95 per cento circa del patrimonio genetico.

Cosa lo differenzia? Al bonobo piace fare l’amore e non la guerra. E lo fa in tutti i modi: sia etero che omo, da solo, in coppia o in gruppo, con i figli, anche. È questa la strategia che utilizza per le operazioni di peace-keeping all’interno della sua comunità, notoriamente allegra e pacifica. Il sesso stempera l’aggressività e la indirizza verso il piacere.

Qualche anno fa, una versione perversa della strategia dei Bonobo è stata brevettata da un gruppo di ricercatori dell'Air Force Wright Laboratory di Dayton, nell'Ohio e portata alla luce da una organizzazione pacifista californiana. L’invenzione, finanziata fin dagli anni Novanta dal Pentagono, rientra nel fruttuoso campo di ricerca delle armi non letali ed è stata battezzata “la bomba gay”. L’invenzione si è aggiudicata nel 2007 Ig-Nobel per la Pace, il premio destinato alle invenzioni stravaganti e inutilmente dispendiose.

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