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La piazza diffusa e le nuove TV

Non sarà una manifestazione da misurare con i numeri, questa di oggi. Non ci saranno cifre degli organizzatori che fanno a cazzotti con quelle della Questura. Intanto, perché non sarà solo una piazza a raccontare le nostre ragioni ma molte piazze, e su più livelli. A partire da quelle reali (da Londra a Lucera, da Parigi a Padova) e continuando con quelle “virtuali”, – non meno importanti- con l'esperimento di Libera Rete, 272 web tv, che – insieme Sky a Rainews – costituiranno il network di siti, canali digitali, locali e satellitari che ripeterà le immagini che dicono “no al bavaglio” in tutte le sue forme. Una dimensione particolarmente interessante, questa di Libera Rete, perché non è solo un mezzo, ma è essa stessa il fine per cui si combatte: realizzare compiutamente la libertà d'informazione. E perciò, seppure in forma meno eclatante del primo esperimento, quello di Santoro e di “RAI per una notte”, sarà questo uno di terreni su cui misurare concretamente il successo di questa giornata. Attenzione, allora, a quanto succederà dalle 17 al teatro 'Lo Spazio' di Roma, quartier generale dell'iniziativa.

Identità digitale. Parte la sfida

Questo numero di 3D è dedicato per gran parte alla vicenda degli “spazzini del web”. Si tratta di chi cura, riposiziona o rielabora le identità digitali che appaiono via Internet. In pratica, di coloro che assicurano a Mario Rossi, ingegnere, che quando qualcuno digita su Google il suo nome , nelle prime 3 o 4 pagine non ci siano informazioni che lo possano danneggiare o macchiarne l'immagine privata e/o pubblica. L'ingegno e la competenza di questi webmaster e “ ingegneri reputazionali”, come si definisce qualcuno, aprono un fronte sconfinato: il revisionismo via Internet.

Pirandello ai tempi della rete

“Non chiamateci spazzini, siamo ingegneri reputazionali”

Uno nessuno e centomila. L’identità ai tempi del web è un complesso e multiforme capitale sociale che richiede una costante e scrupolosa manutenzione. Chi siamo, cosa facciamo, cosa pensano gli altri di noi: la nostra reputazione è continuamente in gioco, sostenuta o minacciata dallo sviluppo di quelle applicazioni che consentono agli utenti di creare i contenuti (blog, forum, chat, Youtube, Wikipedia, Facebook, Twitter, MySpace, etc…). La sopravvivenza nella rete richiede perciò posizionamento strategico, sviluppo, gestione e controllo della propria identità virtuale. Un compito fondamentale per tutti, un mestiere per qualcuno. Come per Andrea Barchiesi, ingegnere elettronico, fondatore della società milanese Reputation Manager.

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