prostituzione

Gli utilizzatori finali

L’Italia è un Paese che va a puttane. Sù, diciamocelo senza falsi pudori o moralismi retrò. E diciamocelo in barba ai doppi sensi. L’economia del Paese è andata a puttane un paio di anni fa: oggi ci si presenta il conto di oltre 24 miliardi di euro. L’occupazione è andata a puttane: il conto è salato, il 9 per cento di incremento dei senza lavoro. La politica è andata a puttane: leggi ad personam, xenofobia di Stato, leggi contro la libertà di stampa e il diritto all’informazione. I politici sono andati a puttane: chi sul “lettone”, chi sul lettino di un circolo sportivo, chi con un paio di trans.

Madri e figli. Di puttana

La prostituzione ai tempi della crisi

di Pia Covre*

La notizia che alcune madri di famiglia si stanno guadagnando da vivere a Limena, vendendo servizi sessuali nella periferia industriosa della ricca città del Santo, ha destato molto scalpore.

Italian gigolò

“Per 500 euro aiuto le ragazze a perdere la verginità”

Da cinque anni, dice, è professionista, “Specializzato in preliminari e petting.” Si chiama Roy (Roberto Dolce) ha 39 anni, è marchigiano e fa l’accompagnatore per signore, alias il gigolò. Le sue clienti sono “donne in genere emancipate, evolute, istruite, con una o più lauree, con una buona disponibilità economica. Pagare gli uomini è l’espressione del loro potere. Mi chiamano perché cercano una serata diversa e uomini meno noiosi di quelli che normalmente frequentano. Oppure per interpretare dei ruoli”.

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