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di Antonio Musella
L’immagine di cosa è avvenuto all’ingresso della discarica di Chiaiano mercoledì 28 aprile potrebbe tranquillamente rappresentare lo stato della democrazia nel nostro paese. Una delegazione del parlamento europeo chiusa in uno spogliatoio di una struttura all’ingresso del sito, incredula rispetto allo scenario che gli si poneva davanti: i rappresentanti dei comitati ed i sindaci fatti accomodare in una toilette guardati a vista dalla polizia e fuori dalla struttura i giornalisti a cui veniva impedito l’accesso bloccati da un cordone dell’esercito. Più in là tre reparti dei carabinieri a sbarrare la strada ai manifestanti. È il generale dell’esercito Morelli a coordinare l’incredibile operazione che porterà all’impedimento dell’accesso al sito per giornalisti, cittadini che avevano firmato la petizione al parlamento europeo contro il piano rifiuti, comitati e sindaci dei comuni della zona, che avrebbero dovuto visitarlo insieme con i parlamentari europei e sotto precisa richiesta dei membri stranieri della delegazione.